io sono stata

Posted in 1 on Settembre 2, 2008 by euforix

la sera spegne la mia anima inquieta, come le cicale zittite dal vento io mi adagio nel vuoto.

non chiedo perdono mentre conto sulla punta delle dita il frastuono che dal mio petto, sale.

non ne posso parlare con nessuno, è un segreto gravoso come la nebbia.

una morsa alla gola

sono marchiata

ho visto i segreti

e ora il cuore marcisce nella foga

verità

Posted in 1 on Settembre 1, 2008 by euforix

concedimi di essere

svilita, nella mia vita, un fiore di nesusn colore

oggi. che inseguo alibi

ricordi quando giocavamo al fiume

 sdrucciolevole, bagnato, fango

io ancora non mi concedo di rovinare

tutto quello che sono.

scorretta

Posted in 1 on Settembre 1, 2008 by euforix

ho il tormento

bambina di nome ulcera

gravidanza leggermente inaspettata

ma non mortifico le speranze

di un sano parto in acqua

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Oggi mi sveglio e non so chi sognare

errori al tramonto, nelle macchine sotto i tram

le finestre senza vetri un aiuto lo daranno pure

ma chi se le dice più queste cose?

viviamo senza far rumore

su cocci di vetro di altre città

ci raccontiamo bellamente

che la vita

non sia scorretta

ritrovati per caso

Posted in 1 on Settembre 1, 2008 by euforix

Non ridere di me se infondo al cuore penso che

la vita sia giusta e sincera

come un albero di confidenza

settembre

Posted in 1 on Settembre 1, 2008 by euforix

arriva settembre con la voglia di scoprirsi ancora

  vorrei cadere a terra con i colori caldi del sangue

  gracchiare se mi frantumi

e se fosse solo un gioco di venti

il fato disposto a linee guida

un esperimento randomizzato di felicità

 

e io la paziente designata per valutarlo

 

allora ogni alito di morte avrebbe un senso

    e piegata sul ciglio di domani

    calpestata non produrrei alcun verso distorto

    ma magari una docile nenia

 

ma guido una macchina e non un’ambulanza

e non ho infermieri attorno

 

potrebe essere solo settembre

con le sue gambe nodose, a portare cortecce scure sugli occhi

a portare cortecce scure sugli occhi

tu

Posted in 1 on Agosto 30, 2008 by euforix

eri, pallida visione incerta

in cerca di un foro d’uscita

e ti regalo quello che so dire

fra capi chini

e fiori caduti a terra,

che l’anima si posa troppo spesso

senza chiedere scusa

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dammi pace

mormorio infinito

fra cuore e orecchio

quello che dici l’ho scritto io

e ancora nei contorni della verità

mi perdo senza un senso

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inclinato collo al buio

unadonna da imparare

a fiatare

 

collego gli occhi di vetro

al cielo

 

separo il fascino

dalla nebbia

child

Posted in 1 on Giugno 20, 2008 by euforix

non posso concentrarmi.

oggi i dubbi sono forti.

e io loro vittima.

la casa risuona di bella musica

ma io mi chiedo se svanisce questo uragano di forza

che ero diventata per il rammarico

dovrei essere felice di avere cuore sgombro dall’odio?

 

e invece oggi mi sento solo casta.

 

si, casta.

e se poi noi non ci amassimo più

che cosa accadrebbe?

non avrei mai creduto che il desiderio potesse attenuarsi

perchè ho questo dubbi fortissimo

i bambini non fanno l’amore per un motivo

 

 

e io e te, cosa siamo?

mie

Posted in 1 on Giugno 16, 2008 by euforix

l’uomo che viveva sulle scale, perchè non erano mai state di nessuno e lui non sapeva dove andare.

la ragazza che non sapeva desiderare, incominciò a camminare per fermarsi davanti al mare

il ventaglio che riempiva di polvere

la principessa spoglia

la storia di un piumino smarritosi

le porte e le loro visioni del mondo

rachele la figlia del ragno

e

la storia senza corpo

 

polvere

Posted in 1 on Giugno 12, 2008 by euforix

tutto viene recuperato dall’acqua

anche io.

 

Non avrebbe mai creduto di potere raccontare una storia, lei che aveva sepolto l’immaginazione insieme ai cadaveri della guerra. L’infermiera  che tornata a casa alla fine degli anni cinquanta si era chiusa in un guscio estemporaneo di silenzio. L’ennesima tomba in cui scaraventare alla buona, qualcosa di morto.

Sulla scrivania ancora pile di fogli con la stessa polvere di quando partì volontaria. Una volta rincasata, cinque anni dopo, non ne volel più sapere di scrivere, i colori avevano perso la calda sfumatura di fantastico e le sue storie affamate di speranza, restarono segregate in una mente malconcia.

Quando i nipoti la vennero a trovare per la prima volta dopo il periodo in cui era partita, le chiesero subito di raccontare, raccontare…

Cosa c’è infine, da dire?

Riaddomesticare gli occhi è difficile, mormorava in uno stanco sorriso. Gli occhi seguivano traiettorie sconosciute fuori dalla finestra, strade che nessuno vedeva e probabilmente feriti che aveva perduto sul campo. Quelal bella uniforme comperata all’ultimo anno di corso, tutta bianca.

Restò bianca per poco

Come le anime di chi fuggiva

sporche ovunque

 

Sporche come le favole su cui oggi ha rovesciato il caffè per sbaglio.

E in pochi spruzzi di marrone bollente, la fantasia  si sciolse con la polvere.

 

Fiori102

Posted in 1 on Giugno 4, 2008 by euforix

sei la via

da percorrere come con i nonni

 se cado

non dovresti sgridarmi mai

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Le mie palpebre

sono cerchi nell’acqua

 

sottile indaffarata,

ripeti all’infinito

la storia del tuo bel nome

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ho pronunciato

parole di avvertimento,

infilandomi nelle coperte

le palpebre,

come una gatto

che dorme a lungo

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La tratta delle schiave

è pallida come l’alba,

nel tetro casolare

ventitre cigni neri

sbattono le ali

e si smistano le carni

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Sig.na Bramosia,

turbi i pettirossi sul balcone

 

inghiotto indifferenza

per non soffrire

l’amore

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ti carezzavo

la notte

sotto coperte di sonno

 

“come fossi una donna

che tu cercheresti nel buio”