Archivio per Novembre, 2007

oggi

Posted in 1 on Novembre 14, 2007 by euforix

 Oggi non ho poesia da dareStasera esco e ti dimentico, non mi interessa la banalità Se tu mi vedessi camminare ora non mi riconoscerestiSono un passerotto infreddolito Non sono invogliata neppure dal vento gelido, a fermarmiIo vado avanti Però Non voglio che arrivi domani, domani è quando dovrò dirteloChe non ho passione nell’amartiChe Mi hai fatto scordare addirittura la trepidazioneNon so più dire quanto tu mi abbia usato Sfibrando la pazienza di ogni mio gestoOra io mi rivestoE me ne vado fuori sotto il freddoVoglio il buio, voglio voglio stare lontana da teNon ricordarmi la delusioneIl torpore E perdonami se non ti rispondo quando mi chiedi del tempoPerché gli occhi gonfi vedono poco e nienteE poco e niente mi fregaDi guardare altrove

Posted in 1 on Novembre 11, 2007 by euforix

Riuscite a spiegare il cocente peso al petto

quando il fantasma d’amore si inietta nell’incavo fragile, un così delicato ago 

e di voi rimane un nonnulla stropicciato fra il suo nome e l’odore

di passi che vanno e vengono su tutto il corpo

riuscite voi a dirmi che cosa si prova nella prigione più torbida

assecondando ogni voglia di vederlo e il limite

di non potervi nutrire del suo essere, siamo così laceri dentro

quando la donna si mostra l’incanto è sempre tagliente

non sa mai, Lei, se saranno canti o arpeggi stonati

Mi chiedo come sia stato l’amore di mia madre

così selvatica, Lei, una luna piena che innonda di luce

a tratti fa oscuro il suo lato più limpido, non la riconosce più nemmeno sua figlia

Sapete usare le parole giuste e i colori

per dirvi?

avete mai detto che paura esiste, della miscela di me e te

e ammetti che tremi al cospetto di domani, sveglio in un corpo finito e solo

senza i mei occhi a cullare i tuoi.

che mio padre abbia anch’egli divorato le stelle febbrili per l’amore che spaventa

perchè può finire?

Tutto ci rende vicini e tutti navighiamo in acheronti intimi

chi guidava te? e dimmi chi mia madre e mio padre e chi a loro diede la vita

erano vere promesse?

Io a voi lo chiedo

se spingersi troppo oltre perdendoci

 è un inizio o come traballa la candela

poi tutto finisce

Posted in 1 on Novembre 11, 2007 by euforix

hai voglia oggi, di farmi sorridere?

te lo chiedo perchè non sempre lo fai e io ho cominciato a temere

di avere un brutto sorriso.

non vorrei alzare la voce parlandoti

mi succede di non sopportare la delusione di non avere prove del tuo desiderio

oggi, forse è piovuto

dalle tue labbra, ha cancellato le parole di scusa

si, deve essere così e non accetto che sia diversamente.

ma adesso che stai per arrivare da me, con cosdì poca cura

in ritardo di ore..te lo chiedo

come un mendicante al ciglio della strada ti chiederebbe i soldi

dimmi, hai voglia oggi di rendermi felice?

perchè non sempre ti viene spontaneo

mi hai anche detto che non sei abituato.

credevo di gioire in maniera brutta.

Io cerco di indovinare le cose che ti piacciono, osservandoti

ascoltandoti. ma di recente non lo so più

quello che devo ascoltare. non c’è molto.

io adesso vengo da te.

spero che tu vorrai dirmelo

lasciandolo appeso nell’aria come una promessa

che non devo avere mai paura

sono protetta

e felice.

Posted in 1 on Novembre 11, 2007 by euforix

ho paura

quando non ricordo perchè ti sto accanto

nell’amare doveva esserci rifugio

 e insieme partire

la scortesia

l’amarezza

e quei giochi da bambino

non fanno altro che rendere ogni mio giorno

invivibile

e desidero talvolta

con l’ardore di un moribondo

la calma eterna

nel perdono

di questi brutti pensieri

tento

Posted in 1 on Novembre 9, 2007 by euforix

tento

come la luna a fine mese

a esser piena di grazia

sui fianchi la coerenza del cuore

e non piangere se mi crepo il viso

io tento

di non aspettarmi i fluttui in festa

gli erori in bella vista

sul bagnasciuga

delle stelle

serpeggio nel liquore

nel ricordo

i consigli della luce, niente dolore

sorridente bella donna

e avvelena piuttosto il suo sonno

ma non far vedere

mai

niente da sotto il mantello

tento

ma non riesco

a posare

le mani

sul candido

madre

Posted in 1 on Novembre 9, 2007 by euforix

Mia madre è la luna

ha il viso rotondo come un astro pieno

e vola nel cielo da una stella come lei, all’altra

mia madre è bella ed è una gorgone feroce

se le si dà quello che vuole

non gradisce il dono

ma nelle sorprese luminose

lei ti abbraccia e ti innonda di luce

Mia madre non disperde il seme argenteo

lei conta un mondo alla volta

poi ne coltiva uno, il più povero

perchè è degno d’aiuto

e mia madre aiuta sempre chi ne ha bisogno.

Mia madre è la luna

e non muore mai del tutto

ma in una giornata si spegne sempre almeno una volta.

Posted in 1 on Novembre 8, 2007 by euforix

il succo è

-non te l’ho mai detto-

l’ho tenuto per me, segreto

ripudiato come fosse droga

e mai l’ho detto

a te, mia Non-vita

rimasta appesa

mai indossata

passaggio a nord ovest

Posted in 1 on Novembre 8, 2007 by euforix

oggi mi manca il tuo colore

il pantano sulla terra copre i luoghi del ricordo

se mi cerchi sarò gelida

 iridi pianificatrici

e debole rigagnolo di sangue

ho adagiato l’ombra

 dove l’anima non arriva

esploderò

prima o poi

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le Silence de mon Amie Special

Posted in 1 on Novembre 4, 2007 by euforix

Silenzio.

Intorno pochi rumori scivolano contro le pareti umide

le unghiette dei pensieri ribelli

grattano alla porta di legno d’entrata

riducono in brandelli il legno tinto

scrostati dalla furia con cui vi si avventano

Silenzio.

Vorrei udire il suono delle ragioni

addormentarmi con versi e gemiti

chiudere gli occhi nel gocciolare lento e modulato delle tue parole

come desidero placare i miei incubi con le tue favole

mentre accordi le corde vocali con sibili e morbide vocali

so che hai una voce paradisiaca

Silenzio.

Non c’è per e una ninna nanna che mi faccia riposare quieta

c’è l’attesa e il sogno

 oh cara madre

  mi hai mai raccontato le storie felici delle regine e delle principesse?

  i rintocchi dell’orologio e le magie delle fate?

il Vizio dell’udito

è una dolcezza, la golosità dell’Eugenia.

Silenzio.

La voce è lo strumento che preferisco

così viva, così gametica

c’è del sesso nel parlare

come l’amore sta nel cucinare, nel mangiare…

io mi nutro di rumori, tesoro

io mi nutro del rumore delle anime che incontro

di cui mi innamoro senza ritegno

e che lecco fino al midollo con cautela, fin dove arrivo, dove mi lasciao arrivare

divarico montagne di pensieri sconci, di ripetizioni magliarde

e non m’interessa quanto siano fuori luogo o semplici

una volta scelto un corpo

lo si ascolta in ogni sua vibrazione

ho il vizio dell’amore che ode le più segrete onde sonore

sprigionate anche con il più riservato garbo

da muscoli, gambe, bocche e occhi,

cuori e mani.

-Dicono che amo per davvero

nessuno mai si è lamentato

c’è chi non torna più indietro-

Posted in 1 on Novembre 4, 2007 by euforix

non ce la faccio