Archivio per Maggio, 2008

l’amore

Posted in 1 on Maggio 8, 2008 by euforix

questo amore è così difficile. dirti quello che penso è un rischio. disegnare i confini dei nostri interni, impossibile. ma ti rendi conto di quanto mi plachi, mi fai ribollire senza sfogo, mi gonfi di risentimento?
resto fino a tardi con la paura del prossimo incidente. ma io cosa sono? un pendolo? io mi rompo, mi stacco, sfilo le corde. mi sfilacico sotto le tue mani senza cautela. possibile che tu non capisca che eri la mia terra di libertà, e che ora mi strizza come un panno bagnato?
non posso avere anche io la serenità di qualcuno che sempre ti appoggia?
perchè l’amore non mi da queste cose?
protezione. sostegno, coraggio, iniziativa, segretezza. initmità.

cadeaux

Posted in 1 on Maggio 6, 2008 by euforix

ci sono cose che non si posso domandare

monete da non pagare

e tutto questo

mi fa attendere, che tu arrivi:

il mondo in mano

senza che io

l’abbia chiesto

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vesto l’azzurro, all’angolo del terrazzo

semichiusa al sole

mi pare da te, non mi apro a te.

prolungo il tramonto con gesti lenti

non volto il capo mai

narciso stanco

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labbra:

cuscini al sole

letto di fiume

scogliera

pressione

leggera nel blu

fiori di frettissima

Posted in 1 on Maggio 6, 2008 by euforix

Mi strappi dal petto

pezzi di luna

che sotterri

col mio amore all’inferno

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decompongo i tuoi movimenti

ti volterai a fissarmi

sollevare un bicchiere

schiantarlo a terra?

ancora non so dosare il respiro

e t’accorgi che già mi manchi

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NOn posso controllarti ma ti odio. perchè la mia vita mi conduce ad essere in un modo, e tu questo non lo accogli fra le braccia, E’ vero dunque, sei un uomo e questo ventre freddo non conserva nulla di primitivo.

Dovevo saperlo, accolgiente come un mare infinito, non puoi esserlo mai

Speravo di scorgere in te quella totalità antica. Un archetipo di vita.

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un cuore così pieno, pesa sulla mano

come la bilancia al mercato

come spiegarti la pesantezza dll’odio

che questi miei occhiaccumulano, in segreto?

e ancora soppesi le ragioni del cuore

e ancora sbagli

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raggi sciolti,

penso a noi sul mondo

a gambe incrociate come i siamesi

zompare da laghi di lacrime

a grande gioia, che sta dove l’hai lasciata,

nel grappolo più gonfio

fra le foglie giganti.

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Le rane bruciano sul letto

fogli e rose rosse

s’incastrano nelle parole di quella donna

la ricorderai, amava solo lei

e stanotte il funerale

è dei colori di uno stagno

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visioni addolcite fra le ciglia

le inservienti in giornate scure

mi curano la vista come fosse un gioiello:

luna impigliata nel bianco.

E ringrazio

questo strano errore

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(fluisce ma non guarda dove passa, questa parola

sa che mi ammalo

se se ne va)