eri, pallida visione incerta
in cerca di un foro d’uscita
e ti regalo quello che so dire
fra capi chini
e fiori caduti a terra,
che l’anima si posa troppo spesso
senza chiedere scusa
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dammi pace
mormorio infinito
fra cuore e orecchio
quello che dici l’ho scritto io
e ancora nei contorni della verità
mi perdo senza un senso
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inclinato collo al buio
unadonna da imparare
a fiatare
collego gli occhi di vetro
al cielo
separo il fascino
dalla nebbia